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Stazione di marcatura che incide un codice Data Matrix su un componente metallico in linea

Guide tecniche📅 18 marzo 2025✍️ Staff ASE srl

Tracciare un prodotto significa poterne ricostruire la storia: da quale lotto proviene, su quale linea è stato realizzato, in che data, con quali componenti. Perché questo sia possibile, ogni pezzo o confezione deve portare con sé un’identificazione leggibile e affidabile. I marcatori laser sono una delle tecnologie più usate per ottenerla direttamente sul prodotto.

Come funziona un marcatore laser

Un marcatore laser concentra un fascio di luce ad alta energia sulla superficie del materiale. A seconda del materiale e della potenza, il laser può incidere, annerire, scolorire o asportare uno strato superficiale. Il fascio è guidato da specchi motorizzati (galvanometri) che “disegnano” testi, loghi, codici a barre e Data Matrix in frazioni di secondo, anche su prodotti in movimento.

Le principali sorgenti laser

  • Laser a fibra: indicati per metalli e molte plastiche tecniche. Sono i più diffusi in meccanica, automotive ed elettronica.
  • Laser CO2: lavorano bene su carta, cartone, legno, vetro e molti imballaggi. Sono frequenti nel packaging alimentare e farmaceutico.
  • Laser UV: marcatura “a freddo” con minimo impatto termico, adatta a plastiche delicate e componenti medicali.

Perché il laser è utile per la tracciabilità

  • Marcatura permanente: il codice fa parte del materiale e non si cancella.
  • Nessun consumabile: niente inchiostri o solventi da gestire.
  • Alta risoluzione: codici 2D molto piccoli, ideali per componenti miniaturizzati.
  • Dati variabili: numeri di serie, lotti e date generati in tempo reale dal sistema di produzione.

I limiti da considerare

Il laser non è la risposta a tutto. L’investimento iniziale è più elevato rispetto ad altre tecnologie, ogni materiale va testato per trovare i parametri corretti, e servono protezioni e procedure di sicurezza specifiche. Su alcuni supporti, inoltre, il contrasto ottenibile non è sufficiente per una lettura affidabile.

L’alternativa: i codificatori a getto d’inchiostro

In molte linee di confezionamento la marcatura di lotto, scadenza e codici è affidata a codificatori a getto d’inchiostro. Sono flessibili, stampano senza contatto su superfici diverse (cartone, film, plastica, metallo, vetro) e hanno un costo d’ingresso inferiore. Con le tecnologie a getto termico ad alta risoluzione si ottengono codici a barre e QR Code nitidi, adatti alla tracciabilità di confezioni e imballi. ASE propone una gamma di marcatori industriali a getto d’inchiostro, dai modelli per microcaratteri ad alta risoluzione a quelli per macrocaratteri su imballi secondari.

Marcatura diretta o etichetta?

Per colli, cartoni e pallet la tracciabilità passa spesso dall’etichetta logistica, che contiene più informazioni di quante se ne possano marcare direttamente: codici GS1-128, SSCC, indirizzi e dati di spedizione. In questi casi i sistemi di stampa e applica generano e applicano automaticamente l’etichetta su ogni collo in uscita, collegandosi ai dati di produzione.

Il ruolo del software

Qualunque sia la tecnologia di marcatura, la tracciabilità funziona solo se i dati sono gestiti in modo centralizzato: il codice stampato deve corrispondere a un record nel sistema e ogni lettura deve aggiornare lo stato del prodotto. Le soluzioni software di ASE per la tracciabilità collegano marcatori, stampanti e lettori al gestionale, garantendo coerenza tra ciò che è marcato e ciò che è registrato.

In sintesi

Il marcatore laser è la scelta ideale per marcature permanenti e ad alta precisione su componenti e materiali compatibili. Per confezioni e imballi, i codificatori a getto d’inchiostro e i sistemi di stampa e applica offrono spesso un miglior equilibrio tra costi e flessibilità. La soluzione migliore nasce dall’analisi di prodotto, linea e requisiti di tracciabilità.

Domande frequenti

Le risposte rapide ai dubbi più comuni sull’argomento.

Quali materiali si possono marcare con il laser?

Il laser a fibra è indicato per metalli e molte plastiche tecniche, il CO2 per carta, cartone, legno e vetro, il laser UV per plastiche delicate e componenti medicali.

Il marcatore laser richiede consumabili?

No, non usa inchiostri né solventi. Servono però aspirazione dei fumi, protezioni di sicurezza e manutenzione periodica.

Laser o getto d’inchiostro per lotto e scadenza?

Su confezioni e imballi il getto d’inchiostro è spesso più flessibile ed economico; il laser è preferibile quando serve una marcatura permanente su materiali compatibili.

Un marcatore laser può lavorare su prodotti in movimento?

Sì, i marcatori con scansione galvanometrica marcano al volo prodotti in movimento sincronizzandosi con la linea.